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Le
mappe per bande di frequenza
Quando
si desidera descrivere con una mappatura di curve di isolivello la
complessa situazione che può essere presente attorno ad una sorgente
sonora, non dobbiamo dimenticare che questa varia notevolmente frequenza
per frequenza e che quindi l’osservazione della mappatura dei soli
livelli globali, non potrà che fornirci
poche indicazioni sulle condizioni generali di irradiazione della
sorgente medesima.
Se
desideriamo utilizzare la mappatura per individuare quali possono essere
le sorgenti più importanti e come queste contribuiscano al
raggiungimento dei valori globali misurati e dove e come queste siano
distribuite sulla superficie di misura, allora dovremo orientare la
nostra osservazione sull’insieme di mappe che sono ottenibili in
relazione al tipo di analisi in frequenza generata dallo strumento
impiegato per i rilievi.
Nel
caso di misure condotte con analisi in bande di 1/3 d’ottava, tale
obiettivo può essere raggiunto semplicemente con una rappresentazione
della sequenza di singole mappe per ogni banda in frequenza, aventi una
comune scale cromatica delle ampiezze. Come nell’esempio riportato a
fianco dove la distribuzione delle sorgenti, la loro ampiezza relativa e
la dinamica generale viene esaurientemente descritta con tale soluzione
grafica ‘Mappette’.
Diversa
sarà la situazione quando le misure provengono da analizzatori in
frequenza a banda stretta, dove sarebbero necessarie per applicare
questa soluzione, sequenze costituite da centinaia di minimappe
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